|Cikuta magazine|
Sloop è una pubblicazione autodefinitosi : "fanzine carbonara di controcultura e moda" che ha impreziosito il mio pomeriggio con il suo taglio DIY e una grafica asciutta e gradevolissima in stile cut and crap e con un rigoroso bianco e nero di supporto.
L'idea di partenza sembra essere quella di creare uno spazio aperto a progetti "artistici" sparsi nell'underground italiano e che germogliano da un immaginario punk futuribile per diventare qualcos'altro raccontato dai protagonisti stessi.
Una frase che amava ripetere Malcom McLaren : "Prima di una generazione che crea ci vuole quella che distrugge" mi è arrivata dritta al mio stato neurale, mi ha fatto abbracciare virtualmente i protagonisti di questa zine, tutto speranzoso che sia finalmente arrivato il momento di salutare un modo nuovo, creativo e generativo di attingere dalla memoria storica del movimento punk.
I vari tentativi di una cultura direttamente conducibile al do it yourself ma proiettata ed immersa in nuovo millennio (e quindi iscrivibile a tematiche, ecologiste, anti speciste, anti militariste unita ad un'estetica mutante e cyborg) è viaggio complicato ma l'importante è provarci.
Superare i cardini novecenteschi è necessario e con loro superare uno de concetti cardine dello scorso millennio che non è più accettabile e che raccontava che la società che ci è stata costruita intorno è la migliore possibile e va trattata, in fondo, con gaudente leggerezza.
Ecco il punto, qui tutti i protagonisti che si raccontano e ci spiegano le cose che fanno e le creazioni a cui danno vita, testimoniano che la vita è ancora piena di vicoli da percorrere, di emozioni da vivere, di cose da toccare, di mondi da trasformare anche solo per l'esigenza di sentirsi meglio con se stessi.
Gli ospiti di questo numero di Sloop (che spero abbia presto un seguito) raccontano della loro memoria dove ballano Vivienne Westwood ed il punk 77, le immagini di Mad Max, la Berlino anni ottanta e il dark industrial di fine millennio. Presentano il loro mondo fatto di manualità, creatività, fantasia, riciclaggio, riutilizzo e cernita di materiali di recupero. Ribadiscono a chiunque legge che quando hai l'urgenza di comunicare qualcosa cerca di farlo in fretta perchè altrimenti marcisce.
In questo numero di Sloop, per chi ama i riassunti, sono presenti parole e immagini di ...
Mariauncinetta
Izabel
Rebel Caotika
Elyxium
Quattro ragazze e le proprie creazioni figlie di esigenze urgenti.
Stewart Home sostiene che l'arte non esiste ma è soltanto un prodotto della società capitalistica ed a sostegno della tesi osserva che per raggiungere lo status di "artista" devi raggiungere una quotazione economica delle tue opere equivalente alla tua importanza, in caso contrario, se non entri nella graduatoria di questa equazione, la tua arte non esiste ed è qualcos'altro.
Io, leggendo questo numero di Sloop, ho il desiderio di mettermi a brindello all'aria e di pisciare sulla prossima e patinata sfilata dell'alta moda milanese, e direi che un risultato è stato raggiunto.
|Mig|
Contatti: sloopzine@icloud.com




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